La traduzione italiana del romanzo “I tedeschi” di Jakuba Katalpa

  • 11. 02. 2021
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  • tempo di lettura 3 min.

Nell’ambito della collana “Nová vlna“, la casa editrice Miraggi Edizioni pubblica la traduzione italiana del libro “I tedeschi” dell’autrice contemporanea ceca Jakuba Katalpa. Il romanzo, tradotto da Alessandro De Vito, sarà in vendita dal 22 febbraio 2021.

Il romanzo “I tedeschi“ è vincitore di premi prestigiosi, come “Il Premio Josef Škvorecký“ (2013), “Il Premio Libro Ceco“ (2013) ed è anche stato nominato per il premio “Magnesia Litera” nella categoria Prosa nel 2013. Il libro è già stato tradotto in cinque lingue.

Che cosa racconta il romanzo “I tedeschi”?

Per anni una famiglia praghese riceve dei pacchetti di piccoli doni, dolciumi, orsetti gommosi. Li manda Klara Rissmann dalla Germania Ovest, e li manda al figlio, da cui si è separata poco dopo la sua nascita, alla fine della guerra. Konrad infatti è cresciuto con un’altra donna, Hedvika, che fino all’età adulta ha creduto essere la sua vera madre. Dopo la morte dell’uomo, sua figlia decide di rintracciare gli sconosciuti parenti tedeschi, alla ricerca della verità su quel trauma famigliare originario. Con lei ripercorreremo tutta la vita di Klara, immersa nel flusso spesso tragico della storia tedesca ed europea del Novecento.

Jakuba Katalpa riesce con I tedeschi nella non facile impresa di essere originale in una materia su cui è stato scritto molto. Da un lato, il punto di vista è quello dei “ tedeschi ”: chi sono, cosa fanno, cosa pensano in quegli anni in cui da dominatori e degni nipoti dei Buddenbrook si ritrovano allo sbando, come individui e come popolo? Da un altro, i protagonisti che emergono con una forza plastica straordinaria dalla narrazione, scorrevole e cronachistica, sono figure epiche più che storiche, di un’epica famigliare in cui a tratti possiamo riconoscere quella di ogni famiglia, se pensiamo alle vicende dei nostri padri, nonni e bisnonni di quegli anni difficili.

Assistiamo così all’incompleta ricostruzione di una “ geografia della perdita ”, come recita il sottotitolo. Tutti perdono qualcosa, e sembrano destinati a perdere, sono colpevoli e vittime nella complessa giostra della vita. Una perdita spesso legata alla maternità – è un romanzo di donne e di madri: buone, cattive, mancate e defraudate – e alla memoria, che svanisce, perlopiù senza rimedio, tra le cose non dette e la cattiva coscienza.

Jakuba Katalpa

Jakuba Katalpa (1979) è una delle più importanti autrici ceche contemporanee. Ha studiato psicologia, media e letteratura ceca. Dopo due raccolte di racconti, ha debuttato nel 2006 con la novella “La terra si può mangiare?“ (2006). Con il romanzo “Mare amaro“ (2008) è stata nominata per il premio ceco “Il Premio Jiří Orten”.

Nel 2017, Jakuba Katalpa ha pubblicato un elaborato romanzo a più livelli sul presente, “La tana“ (2017). Con il suo ultimo lavoro, il romanzo “Il respiro di Zuzana“ (2020), è tornata al tema storico.

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