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Program

02/mag/2016 - 13/mag/2016

Villa Tugendhat di Brno in mostra presso Urban Center di Milano

La Villa Tugendhat fu testimone della nascita dello stile moderno di abitazione ed anche del tragico destino dei suoi proprietari. Opera del famoso architetto tedesco Ludwig Miese van der Rohe, è considerata una delle quattro ville più famose del mondo. La storia della Villa Tugendhat si presenterà in mostra a Milano presso Urban Centre dal 2 al 13 maggio 2016. Attraverso fotografie e testi di accompagnamento la mostra presenterà non solo i progetti originali per la villa, ma anche il design unico degli interni e singoli elementi architettonici, grazie al quale la struttura e diventata gioiello di architettura moderna. La mostra è organizzata dal Comune di citta Brno e il Museo della città di Brno in collaborazione con il Comune di Milano e Centro Ceco.

Nel periodo tra le due guerre mondiali, quando Brno (come tutta la neonata Repubblica cecoslovacca) conobbe uno dei periodi di massimo splendore economico, artistico e culturale, la famiglia Löw-Beer si affermò in campo industriale, e riuscì ad accumulare grandi ricchezze attraverso l'attività delle proprie manifatture tessili, di zuccherifici e cementifici.

Nel 1922 la giovane Greta Löw-Beer sposò l'industriale tedesco Hans Weiss, trasferendosi in Germania. Qui ebbe modo di vedere ed apprezzare le straordinarie creazioni del geniale architetto Ludwig Mies van der Rohe, uno tra i maggiori rappresentanti  di uno stile del tutto nuovo, definito "funzionalismo". Divorziatasi  da Weiss dopo sei anni di matrimonio, Greta tornò a Brno, dove sposò l' amico d'infanzia Fritz Tugendhat che proveniva come lei da una ricca famiglia ebraica, ed era comproprietario di importanti industrie tessili. Impressionata dalle realizzazioni di van der Rohe, supportata dall'adesione convinta del marito Fritz, Greta convocò a Brno il famoso architetto, commissionandogli il progetto di una residenza in cima ad un terreno a scarpata, non ponendogli vincoli di ordine economico.

Il progetto dell'edificio, totalmente diverso dall'imperante stile liberty, provocò la reazione scandalizzata di molti architetti cechi per la sua impronta radicalmente innovativa, ma venne approvato dai committenti. Nacque così, nel 1928, Villa Tugendhat, capolavoro dello stile funzionalista-razionalista, che certamente ispirò Frank Lloyd Whright per la sua "casa sulla cascata" negli Stati Uniti, iniziata nel 1936.

La villa era qualcosa di spettacolare, di totalmente nuovo rispetto a tutti gli edifici fino allora costruiti. Se ancor oggi il suo aspetto ci affascina, bisogna pensare a ciò che rappresentò nell'epoca in cui fu edificata. Le ampie vetrate che affacciano sul giardino, il basso profilo sulla strada, gli interni per la prima volta open-space, gli arredi, appositamente disegnati e realizzati in uno stile ancor oggi ultramoderno, totalmente nuovo per l'epoca, costituirono una cesura netta con quanto fino allora visto, e iniziarono un'epoca nuova per le costruzioni. Ma la purezza delle linee di esterni ed interni, che si fondono in un "unicum" insuperabile, non si tradusse in povertà di decori. La manifestazione di ricchezza, che pure non volle essere evitata, non si declinò in abbondanza di fregi e di stucchi, come fino ad allora in uso, ma si rivolse essenzialmente all'accuratezza del design e al pregio dei materiali utilizzati. La grande parete di onice, impressionante monolite che separa gli ambienti, come quella semicircolare in ebano, non sono solo capolavori d'architettura, ma anche la 
testimonianza delle possibilità economiche dei committenti. Vennero realizzati su disegno perfino le rubinetterie e gli interruttori della luce.

 Nel 1930 i Tugendhat si trasferirono nella nuova casa, in cui vissero otto anni. Nel 1938 infatti, quando assunsero virulenza le persecuzioni naziste nei confronti delle famiglie di origine ebraica, furono costretti ad emigrare verso la Svizzera, da cui successivamente si spostarono in Venezuela. Ad ottobre 1939 la Gestapo confiscò la villa, trasformandola in propria sede, provocando diversi danni alla struttura e agli arredi. Nè la fine della guerra risparmiò la costruzione. L'Armata Rossa, difatti, subentrò alla Gestapo, e adibì la villa a 
scuderia per i cavalli. Tutti gli arredi vennero sottratti o dispersi e l'edificio seriamente danneggiato. Dopo la fine della guerra Villa Tugendhat fu utilizzata per alcuni anni come scuola di danza.

Nel 1950 fu acquisita, come tutte le abitazioni, al patrimonio statale, adattata ed adibita a sanatorio e centro di riabilitazione motoria.

Dopo il 1989, a seguito della gigantesca operazione denominata "restituce", consistente nella restituzione agli antichi proprietari di tutto il patrimonio edilizio pubblico cecoslovacco, la villa tornò nella disponibilità della famiglia Tugendhat, gravata però dai vincoli d'uso previsti per i beni storico-artistici di interesse nazionale. 

I Tugendhat si determinarono perciò a vendere la villa al Comune di Brno, che, con un notevole impegno finanziario ha proceduto, tra il 2010 e il 2012, al completo ripristino del suo aspetto originario, compresa la ricostruzione dell' arredamento interno mediante la realizzazione di repliche in tutto identiche agli originali, realizzate sulla base delle foto e dei disegni dell'architetto, fortunatamente non andati perduti. Oggi Villa Tugendhat è aperta al pubblico, fa parte con lo Spielberg, del nucleo più importante del sistema museale della 
città di Brno, ed è annoverata dall' UNESCO tra gli edifici considerati patrimonio culturale dell'umanità.

Luogo di svolgimento:

Urban Center Milano, Piazza del Duomo

Data

Da: 02/mag/2016
A: 13/mag/2016

Organizzatore principale:

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