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Program

14/apr/2010 00.00 - 30/apr/2010 00.00

“LE ULTIME SETTE PAROLE E TRASMIGRAZIONE DELL´ANIMA” - JAROSLAV ALT - DISEGNI

L´Istituto Culturale Ceco ha l'onore di invitare la S.V. all’inaugurazione della mostra “LE ULTIME SETTE PAROLE E TRASMIGRAZIONE DELL´ANIMA” - JAROSLAV ALT - DISEGNI ( disegni a matita di grafite e matite colorate) il 14 Aprile 2010 alle ore 18:00. SEGUIRÁ RINFRESCO.

                            

Comunicato stampa

 

L´Istituto Culturale Ceco di Roma, da mercoledì 14 a venerdí 30 Aprile 2010, ospita in proprio apposito spazio espositivo la mostra LE ULTIME SETTE PAROLE E TRASMIGRAZIONE DELL´ANIMA” - JAROSLAV ALT - DISEGNI di Jaroslav Alt. In uno spazio di 27 m², saranno istallati disegni a matita di grafite e matite colorate (70x 100cm). La mostra sarà aperta il 14 aprile 2010 alla presenza di autore.

 

 

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La mostra:

 

Ciclo “Trasmigrazione dell’anima”

Disegni a matita di grafite e matite colorate, 70x100 cm, 2008-2010

 

Registrazioni disegnate di storie laterali che si svolgono fuori del campo visivo centrale e percepite con un fugace sguardo obliquo. Le registrazioni non vogliono classificare la struttura artistico-qualitativa di singoli elementi compositivi. Durante un movimento nello spazio in cui il nostro sguardo è rivolto verso la meta prevista, esse rappresentano piuttosto azioni collaterali che accompagnano il movimento, percepite in modo riduttivo e soltanto come sensazioni. Solo in seguito, al ricordo di queste immagini depositate e frammentate, si procede alla loro valutazione in quanto importanti per la comprensione complessiva della situazione. Sono spesso proprio queste immagini, dapprima percepite come semplici informazioni supplementari, che diventano fonte principale della comprensione di un’azione.

 

Quasi senza saperlo scopriamo una nuova realtà, ormai la sola possibile. È un momento in cui le nostre (in)sicurezze precedenti di un tempo transitorio poco a poco si trasformano in aspettative di sicurezze forse già definitive.

Così col primo albero che abbiamo noi tutti portato dallo spazio inerte e piantato al limite più vicino di altre nostre vite, per la prima volta prendiamo in mano il terreno della nostra fine nonché dell’origine appena conosciuta.

In ottobre il sole ha lasciato la sua luce agli alberi, in novembre alla neve.

Si avvicina alla terra fino a raffreddarsi completamente sotto i nostri piedi.

È gennaio e in quest’anno presente entriamo sul nostro suolo.

Perché per raggiungere la gioia del cuore bisogna prima attraversare la tristezza delle anime. Per la prima volta abbiamo intravisto un pizzico di gioia divina. Forse anche della nostra gioia, ma ancora troppo lontana e nuova.

Tutto è ancora molto disperso, non raccolto, non classificato, non concentrato.

E in attesa.

Il tempo sembra diviso in due parti.

Riusciamo a stento a vederne una, l’altra diviene spazio per aspettare.

 

Jaroslav J. Alt  2010 

 

Ciclo “Le ultime sette parole”

Disegni a matita, ?x?, 1999

 

“Donna, ecco tuo figlio!” “Ecco tua madre!” (Gv 19,26-27)

“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno.” (Lu 23,34)

“In verità ti dico: oggi tu sarai con me in paradiso.” (Lu 23,43)

“Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito.” (Lu 23,46)

“Ho sete.” (Gv 19,28)

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Sl 22,1; Mt 27,46; Mr 15,34)

“È compiuto.” (Gv 19,30)  

 

Sette  

È difficile raccontare ogni frase un’altra volta.     

L’argomento comune a tutti noi di cui temiamo il principio e il termine.

La musica, seguendo le parole, giunge alla melodia, la dinamica e il colore.

Nel colore appare la luce.

L’immagine scopre il colore e la luce contemporaneamente.

Alla superficie manca il tempo. Si può raffigurare con piani sovrapposti.

Contemporaneamente i piani si scoprono, si sorreggono e si nascondono a vicenda.

Insieme al tempo si rivela lo spazio.

Con il tempo e lo spazio possiamo giungere al contenuto.

Più contenuto comporta più tempo.

Raggiunto il contenuto assoluto perdiamo il tempo.

Sette frasi ciascuna delle quali viene definita e diretta con precisione; ogni frase è destinata a tutti.

Non ci sono parole inutili, solo quelle di cui si ha bisogno.

Le parole non vanno aggiunte né ridotte.

Le frasi formano linee rette, segmenti, ventagli o cerchi.

Le ferite, piccole o grandi, non sono definitive.

I fiori dei nostri alberi muoiono insieme ai fiori vergini.

 

Jaroslav J. Alt  1999

 

 

L´Autore:

Jaroslav Alt

 

Nato il 21 giugno 1950 a Kutná Hora, Repubblica Ceca

Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Praga (1969-1975)

Si dedica a pittura, disegno, grafica, restauro.

Docente alla Facoltà di Studi Umanistici all’Università Carlo IV di Praga, all’Istituto di tecnologia chimica del restauro dei monumenti della Scuola superiore chimico-tecnologica di Praga e alla Facoltà del Restauro dell’Università di Pardubice

Jaroslav J. Alt, www.sca-art.cz, www.artarchiv.cz

 

Ha avuto 20 mostre personali nella Repubblica Ceca.

Partecipa a ca. 70 mostre collettive nella Repubblica Ceca e all’estero: Italia, Germania, Austria, Ungheria, Spagna, Belgio, Stati Uniti, Polonia, Egitto, Slovenia, Giappone, Bulgaria, Indonesia

 

Opere in collezioni pubbliche

Galleria Nazionale, Praga, Rep. Ceca

Ministero della Cultura della Repubblica Ceca

Galleria Jenewein, Kutná Hora, Rep. Ceca

Galleria Comunale di Litomyšl, Rep. Ceca

National Gallery of Art, Washington D.C., Stati Uniti

Museum of Modern Art, Gizah, Egitto

Art Space Gallery, Nishinomiya, Giappone

Museum of Graphic Art, Maastricht, Paesi Bassi

oltre a collezioni private in Rep. Ceca, Germania, Italia, Francia, Stati Uniti

 

Membro della

Nuova associazione di artisti di Praga, Rep. Ceca

e del Neo Arcaismo, Luino (VA), Italia

 

Luogo di svolgimento:

Via G.B. Morgagni 20
20129 Milano
Italia

Data

Da: 14/apr/2010 00.00
A: 30/apr/2010 00.00

Organizzatore principale:

Istituto Culturale CecoČeské centrum


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