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Program

09/ott/2012 19.00 - 09/nov/2012

Brera: tre artisti fra Boemia e Italia

ll Centro della Repubblica Ceca vi invita alla mostra Pianta Matta, che presenterà le opere degli artisti cechi e italiani : Francesca Svatek, Mario Apone e Mauro Brovelli, a cura di Francesca Fiorella e Pietro Spoto. Gli artisti si sono conosciuti frequentando l' Accademia di Belle Arti di Brera e su questo terreno sono nate un' amicizia e una collaborazione che durano da anni. L' inaugurazione avrà luogo martedì 9 ottobre 2012, alle ore 19.00, nel Centro della Repubblica Ceca, via G. B. Morgagni, 20, Milano. La mostra rimarrà aperta fino al 9 novembre. Orario d’apertura della mostra: lun, mer, ven 9.00 – 18.00, mar, gio 9.00 – 19.00.

 Le piante matte crescono spontaneamente anche in luoghi improbabili: sui tetti delle case, nelle fessure del catrame, tra i binari delle ferrovie, tra le piante acquistate alla serra, ai margini delle città e anche in pieno centro, là dove l’ossessione del controllo urbano cerca in ogni modo di soffocarne lo sviluppo. Crescono in situazioni proibitive. Trovano nutrimento anche dove, pare, impossibile. Preparano il terreno perché altre piante possano insidiarsi e riconquistare spazio.

Piante matte anche questi artisti che lavorano, hanno lavorato, anche in condizioni accidentate, anomale e quasi proibitive trasformando i limiti di un’esistenza a tratti scomoda in un’occasione per affinare il senso delle cose, i metodi, le tecniche e i materiali di lavoro; senza per questo minimizzare o azzerare il corpo del lavoro. Senza rinunciare alla costruzione.

Una lettura tra le altre possibili delle ricerche di Francesca Svatek, Mario Apone e Mauro Brovelli, che si sono scelti spontaneamente l’un l’altro, dalla frequentazione dell’Accademia di Brera, e che ora condividono questo momento espositivo al Centro Ceco di Milano.

 

 

SVATEK è nata a Roma nel 1977. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, all’Akademie der Bildenden Künste München, Germania e alla scuola di Cinema di Pisek, Repubblic. Ceca. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali. Vive e lavora tra Repubblica Ceca, Germania, Italia, Svizzera e Francia.

 Francesca Svatek, Mondi, senza titolo (serie 1/2012), 27,5 x 29,5 cm, 2012

 

 

 

 

Il viaggio

Francesca vive in diverse città e si sposta spesso. Ha scelto un linguaggio, la pittura, che richiede tempo e spazio per l’esecuzione; quindi, riduce i quadri nelle dimensioni moltiplicandoli in sequenze e utilizzando una tecnica che permette passaggi veloci, segni, stratificazioni e cancellature.

I quadri di Francesca Svatek sono apparentemente una serie di appunti veloci, paesaggi osservati dal finestrino di un treno oppure paesaggi a memoria o ancora ripetizione ossessiva di un panorama modello allungato sulla superficie frutto di questa sua condizione di viaggiatrice.

Ma dietro al paesaggio emerge una scrittura continua. Una sorta di flusso che si articola lento tra i frammenti. Così Francesca ha sviluppato un suo modo per mantenere memoria e identità. Piccoli percorsi di colore intrecciati o sovrapposti; segni, soste, incertezze e cancellazioni. Forse il suo vero viaggio.

 

MARIO APONE è nato a Milano il 1977. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali. Vive e lavora a Milano

 Mario Apone, Tregole, 40 x 60 x 30 cm circa, legno, guaina bituminosa, palla da baseball, materiali di recupero, 2012      

 

 

 

 

 

Lo scarto

Mario Apone sceglie di lavorare con poche risorse e in autonomia. Costruisce i suoi lavori con materiali poveri o di scarto. Ha un’attenzione naturale e culturale per ciò che è ai margini in termini esistenziali e materiali; interesse che qualifica il suo lavoro sia nell’uso dei materiali, appunto, che nei temi di ricerca. Un luogo teorico e fisico in cui la sua capacità produttiva trova spazio e condizioni ottimali. Ed è proprio sui margini, e a partire da questi, che costruisce mondi degni di un architetto visionario e utopico: macchine virtuose, costruzioni articolate e autonome, realtà funzionanti in sé che non necessitano di nulla se non del pensiero costruttivo che le sottende e anima.

 

MAURO BROVELLI è nato a Erba (CO) nel 1977. Ha frequentato l’Accademia di belle arti di Brera. Ha partecipato a numerose mostre collettive. Vive e lavora a Milano.

Mauro Brovelli, Senza titolo, video installazione (video still), stop-motion, 2012

 

 

 

  

Il gioco
C’è qualcosa d’inquietante nel gioco a cui giochiamo.
E’ inquietante come il funzionamento del tutto dipenda anche da piccole azioni abituali che ripetiamo ormai senza comprenderne l’originale motivazione. Basta una distrazione, un malfunzionamento; basta una macchina registrata male per far saltare un ciclo produttivo.
Se anche una delle più insignificanti leggi o consuetudini che regolano il “gioco sociale”, viene meno, il perfetto meccanismo può prendere lentamente una brutta piega fino alla totale incapacità.
Mauro Brovelli disegna un campo da gioco anomalo, non convenzionale: i giocatori corrono e gli spettatori guardano accorgendosi solo in un secondo momento gli uni e gli altri che il gioco non ha scopo. Il campo non ha segni conosciuti, una parete di vetro impedisce i movimenti, non c’è una meta alla quale aspirare.

 

 

 

 

 

Luogo di svolgimento:

Via G.B. Morgagni 20
20129 Milano
Italia

Data

Da: 09/ott/2012 19.00
A: 09/nov/2012

Organizzatore principale:

Centro Ceco


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