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Program

04/mar/2014 18.30

Habermann e Boemia andata e ritorno in antemprima speciale

Martedì 4 marzo, alle ore 18.30, presso la Sala Alda Merini dello Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, Milano: incontro sul tema dell’espulsione della minoranza tedesca dalla Boemia a seguito della sconfitta di Hitler nella Seconda Guerra Mondiale. Oltre tre milioni di profughi si riversarono nella Germania postbellica: un capitolo poco conosciuto della storia d´Europa orientale viene raccontato attraverso le storie personali di Wolftraud de Concini, autrice del libro “Boemia andata e ritorno”, e Juraj Herz, regista del film “Habermann”, entrambi presenti in sala. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Milano in collaborazione con il Centro culturale della Repubblica Ceca e Consolato Onorario della Repubblica Ceca a Milano. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

 

 

HABERMANN
Juraj Herz
Co-produzione di Repubblica Ceca/ Germania/ Austria 2010
Il film ha ricevuto il premio per miglior regia e premio per miglior attore al film Premio di Baviera.
ANTEPRIMA ITALIANA

Il noto regista ceco Juraj Herz ha deciso con questo film di aprire uno dei capitoli più controversi della storia boema, cioè quello di espulsione dei tedeschi dopo la fine della seconda guerra mondiale dove le emozioni dalle ingiustizie sofferte durante la guerra hanno fatto esplodere un ingiustizia verso intera popolazione. La trama del film trae l´ispirazione dai fatti realmente accaduti e dalla vita del industriale tedesco Habermann che ha vissuto in nord Moravia. Il film non è solo una semplice autobiografia, pero cerca di proporre una prospettiva nuova sui paradossi degli anni più folli del ventesimo secolo.  Anche sessanta anni dopo la storia non ha perso la sua importanza. Già prima della guerra la vita nelle parti della Cecoslovacchia abitate dai tedeschi con cittadinanza cecoslovacca, non era idillica. Non era possibile rimanere neutrali, ognuno doveva scegliere la parte. Cosi la pressione viene fatta anche su August Habermann, industriale tedesco, che senza pregiudizi dava lavoro sia ai cechi che tedeschi, soprattutto quando Sudeti vengono annessi al Terzo Reich. I tedeschi che non accettano pienamente l´ideologia vengono perseguitati nelle maniere più sottili cosi come procede la persecuzione degli ebrei e di opposizione ceca contro nazismo. Quando Habermann dovrà fare la sua scelta fatale probabilmente sa che questo potrebbe essere un pretesto per un'altra persecuzione dopo che la guerra sarà finita. Poi misteriosamente sparì.
Per Juraj Herz è anche un tema molto personale essendo anche lui da ragazzo deportato in un campo di concertamento tedesco in Sachsenhausen. La sua motivazione era il credo che il male non giustifica altro male. Con le sue parole commenta:“ Quando sono uscito dal portone di campo di concentramento non immaginavo che durante la mia vita avrei mai ritornato con i pensieri o con mio lavoro su questo periodo tragico. La realizzazione di questo progetto per me personalmente significa una risoluzione parziale con il passato. Credo che la forma ed anche il tema del film potrebbe contribuire ad affrontare il nostro passato per altre centinaia mille di persone, che hanno vissuto questo periodo tragico. È un enorme appello e responsabilità insieme.“

BOEMIA ANDATA E RITORNO
Wolftraud de Concini

contributi di Paolo Rumiz, Milan Novák e Ondřej Matějka
Publistampa edizioni 2013

Quando avevo quasi due anni, uno dei miei zii, sacerdote tedesco in Boemia, fu condannato dai nazisti a tre anni e mezzo di carcere duro per aver ascoltato la radio “nemica”. Quando avevo due anni, il mio fratello maggiore fu mandato al fronte orientale dove morì a Stalingrado. Quando avevo tre anni, il mio fratello minore fu chiamato alle armi. Quando avevo cinque anni, fummo espulsi dalla Boemia, nostra patria. Quando avevo sei anni, arrivammo come profughi in un villaggio rurale della Germania settentrionale. E io non sapevo e comprendevo niente, giocavo con la mia bambola Rosamunde e vivevo la mia infanzia felice e senza preoccupazioni: nonostante la guerra, nonostante l’espulsione, nonostante fossimo poverissimi dopo la fine della guerra.
Con queste parole, quasi una litania, inizia il libro “Boemia andata e ritorno” di Wolftraud de Concini. L’opera, nelle librerie dalla fine del 2013, sta suscitando grande interesse da parte di storici e critici letterari e riscontrando un’ottima accoglienza presso il pubblico dei lettori. La Seconda guerra mondiale termina l’8 maggio 1945. Nei mesi che seguono gli appartenenti alla minoranza di lingua tedesca vengono espulsi dalla Boemia, la loro patria da secoli, diventata parte dell’appena ricostruita Repubblica Cecoslovacca. Questi i fatti storici che fanno da sfondo a un capitolo decisivo nella vita dell’autrice. Wolftraud de Concini, infatti, è una dei tre milioni di profughi tedeschi dei Sudeti.

Luogo di svolgimento:

Sala Merini, Spazio Oberdan. Viale Vittorio Veneto 2, Milano

Data

04/mar/2014 18.30

Organizzatore principale:

Centro Ceco


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