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Program

04/giu/2011 - 27/nov/2011

Dominik Lang alla 54. esposizione internazionale dell´arte – la Biennale di Venezia

Yvona Ferencová, del Ministero ceco dei beni culturali e curatrice del padiglione della Repubblica Ceca e Slovacca, è lieta di annunciare che Dominik Lang rappresenterà la Repubblica Ceca e Slovacca alla 54. esposizione internazionale d´arte- La BIENNALE DI VENEZIA che si terrà dal 4 giugno al 27 novembre 2011.La mostra è tenuta in collaborazione del Ministero dei beni culturali della Repubblica Ceca, del Ministero dei beni culturali dell Repubblica Slovacca e della Galleria Nazionale Slovacca.

L‘ esposizione progetto di Dominik Lang (*1980) La citta che dorme unisce due approcci sculturali differenti con vari contesti storici sullo sfondo di un’intima relazione di famiglia. La presentazione congiunge i lavori di due autoriuniti da un rapporto personale, padre e figlio, e cosi creala base per un dialogo immaginario fra le generazioni. Uno dei punti di partenza del progetto e il fatto che i lavori del padre di Dominik Lang, Jiří Lang (1927–1996), non si siano potuti sviluppare a causa dell’assurdita dei tempi, cioe della forzata uniformita della societa degli anni Cinquanta nel blocco sovietico e sono rimasti – a dispetto degli epiteti iniziali di lode: „un buon inizio“, „promettente“ – depositati nello studio dell’autore, „prigioniero“ della sua stessa epoca. L’atmosfera soffocante di uno studio ingombro di statue „che dormono“, l’isolamento sociale, la rinuncia, e l’apatia, ma anche un particolare rilievo del 1960 chiamato „La citta che dorme“: queste sono le origini del titolo del progetto a piu strati di D.Lang.

Nel suo particolare spazio espositivo, egli mostra un modello ipotetico di un’esposizione mai realizzata:  tratta i lavori di un artista della generazione precedente come materiále per un‘attivita formativa, staccati dal loro contesto storico, come fantasmi di tempi passati, inseriti dentro nuove scene e costellazioni. Facendo questo egli mette in scena un’immagine intransigente dell’ “impossibilita„ imposta dalle date circostanze.

Un’altra ragione del perché la presentazione sia stata definita come un „modello di un’esposizione“ e che l’autore rovescia e frantuma in questo modello il vero formato di un’esposizione. D. Lang intenzionalmente copia le procedure espositive standard e le modella per dimostrare la loro disfunzionalita e spinge questa incommensurabilita all‘estremo limite, verso la “violazione“ dei lavori esibiti. Insieme all’impossibilita di rompere le catene delle circostanze storiche, D. Lang mette a nudo e ci lascia senáre un’altra impossibilta – quella di trattare un materiale che e sia storico che puramente personale in un autentico e coerente modo di fare. L’esibizione che ne deriva e una biografia spaziale, una visualizzazione della relazione tra i due artisti ed e anche il ritratto di una specifica situazione del popolo ceco sia prima della caduta del comunismo che dopo; e cosi facendo si riferisce ai limiti di un atteggiamento bilanciato, non tendenzioso nei confornti del proprio passato personale e sociale.

La collocazione architettonica del padiglione, lavori dell’arte, documenti e oggetti di quel tempo, oggetti personali cosi come i pezzi dell’habitat e lo spazio di lavoro come cio che circondava da vicino il padre, fotografie documentarie e modelli e parti di esposizione presi sia dal passato che dal presente: questi sono gli elementi intuitivamente introdotti nel complesso collage di relazioni che penetra e incrocia vari contesti storici e ideologici. Cosi nel suo lavoro artistico, D.Lang ha tipicamente presentato se stesso nel doppio ruolo di autore/architetto, un ruolo che include il trattamento del materiale finito e la conseguente composizione di un insieme nuovo. Nel progetto della Citta che dorme, D. Lang spinge questo modello base verso una piu grande complessita, un campo piu largo, e rinforza radicalmente il proprio impegno personale ed emozionale. Il metodo di lavoro di D. Lang e cosi diventato piu effettivo ma anche piu rischioso, perché il materiale non e piu oggetto o interno di una istituzione artistica, come lo era prima, ma e piuttosto il lavoro di un altro artista, e in piu di uno che D. Lang conosce intimamente. Per mezzo di oggetti assortiti, lavori artistici e documenti assemblati D. Lang ci permette sia di entrare nel passato che di scoprire l’intimita mutevole di momenti che aprono „altri tempi“.

Come dice l’autore: „ La citta che dorme e una meditazione visualizzata sul modo di come noi creiamo la nostra propria storia personale assorbendo e modificando le vie stabilite di percezione e di valutazione del passato. Il progetto fa scoprire uno spazio autonomo per solivare la questione di tutto cio che puo trasformarsi in cause di fallimento, incomprensione e sogni mai diventati realta. Ci fa meraviglia come una data situazione sociale e politica possa profondamente influire e determinare la vita di un singolo e incidere sul suo lavoro che allora sopravvive in una specie di vuoto, uno spazio senza aria tra il passato, al quale e legato dal tempo della sua creazione, e il presente che non ha ancora trovato uno spazio proprio“.

 

Luogo di svolgimento:
Giardini, Venezia
Data

Da: 04/giu/2011
A: 27/nov/2011

Organizzatore principale:


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