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12/2019 La traduzione italiana del romanzo “La fine dei vecchi tempi” di Vladislav Vančura

I lettori italiani vedono finalmente la prima traduzione italiana del libro “La fine dei vecchi tempi” dello scrittore Vladislav Vančura. Il volume è stato tradotto da Giuseppe Dierna e pubblicato quest’anno dalla casa editrice Giulio Einaudi.

 

La storia del romanzo è situata nella neonata Repubblica cecoslovacca, alla fine della prima guerra mondiale, e centrata sul contrasto fra la morente aristocrazia e la nuova borghesia rampante e un po’ volgare. Siamo nell’ambiente del castello Kratochvíle, dove l’autore descrive tre diversi personaggi desiderosi di proprietà e potere. Il primo personaggio è il bibliotecario e anche il narratore, che si chiama Bernard Spero, che ruba e sparla degli altri. Poi c’è il castellano Stoklasa che si è sforzato di comprare il castello; l’emigrante russo Alexej Megalrogov è il terzo uomo e il protagonista della storia. Alexej ci presenta il modello del Barone di Münchhausen e con il proprio comportamento galante e la mondanità abbaglia l’intera società. Nel romanzo Vladislav Vančura rappresenta l’inestinguibile dissidio tra verità e finzione e lui critica la ridicola e vuota borghesia della Repubblica cecoslovacca composta da pidocchi. Nel 1989 il libro “La fine dei vecchi tempi” fu rappresentato al cinema in un film girato dal regista ceco Jiří Menzel

 

Vladislav Vančura (1891-1942) è una delle voci più note e sorprendenti della letteratura ceca del Novecento. Crea un suo stile originalissimo unendo solennità e miseria, stile arcaicizzante e incursioni nel vernacolare. Protagonista delle avanguardie della neonata Cecoslovacchia, tra il 1923 e il 1942 pubblica numerosi romanzi e racconti, opere teatrali e sceneggiature cinematografiche.

 

Foto: Casa editrice Giulio Einaudi