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COMUNICATI STAMPA

Cultura Ebraico in Boemia

La mostra " Cultura ebraica in Boemia Karel Cudlín: Vita ebraica a Praga fotografie 13 settembre – 28 settembre 2012 Il Centro Culturale della Repubblica Ceca in collaborazione con la Provincia di Praga presenta la mostra fotografica “Monumenti ebraici in Boemia centrale”. Le immagini sono dedicate ai luoghi e alle città in cui la cultura ebraica ha lasciato una significativa eredità storica. Sono inoltre esposti il modello della sinagoga di Časlav e le fotografie in bianco e nero di Karel Cudlín, che da due decenni segue la vita ebraica a Praga. All’inaugurazione saranno presenti i rappresentanti della Provincia di Praga e il fotografo Karel Cudlín. La mostra sarà aperta al Centro Cultura della Repubblica Ceca in via G.B. Morgagni 20 a Milano il 13 settembre alle ore 19:00.

La cultura ebraica nella Repubblica Ceca ha una lunga tradizione e contribuisce in modo decisivo all'evoluzione del pensiero occidentale. Franz Kafka, scrittore boemo di origine ebrea, è una delle maggiori figure della letteratura del XX secolo, considerato da molti un precursori dell'Esistenzialismo. Vissuto a Praga, è diventato famoso per opere quali "La metaforfosi" e "Lettera al Padre". Di notevole interesse è anche la figura di Max Brod, amico di Kafka e suo biografo, che permise la conservazione delle opere dello scrittore disubbidendo al suo ordine di distruggerle. È noto, inoltre, per aver contribuito alla diffusione della cultura ceca, facendo conoscere le opere del compositore di musica classica Leoš Janáček e dello scrittore Jaroslav Hašek. Indimenticabili sono, poi, le leggende nate intorno alla figura mitologica ebraica del Golem, riprese dallo scrittore Gustav Meyrink nell'omonimo romanzo. Ancora oggi si favoleggia che alcuni dei famosi giganti d'argilla si trovino nella soffitta della Sinagoga Staronova, nel cuore del vecchio quartiere ebraico di Praga. La presenza della cultura ebraica è rappresentata non solo a Praga (il quartiere ebraico di Josefov, le antiche sinagoghe e il vecchio cimitero ebraico), ma anche in altre aree, tra cui la Boemia Centrale (Středočeský kraj). Quest'ultima è una delle regioni in cui è suddivisa la Repubblica Ceca ed è ricca di luoghi storici conosciuti in tutto il mondo, tra cui Kutná Hora con il suo Ossario di Sedlec, e i castelli di Karlštejn, di Křivoklat e di Konopište, dimora di Francesco Ferdinando D'Asburgo d'Este. È inoltre interessante anche dal punto di vista paesaggistico per gli ampi spazi verdi, le colline e i boschi.
Le prime testimonianze di comunità ebraiche nella Boemia Centrale si hanno fin dal Medioevo, anche se la maggior parte di esse si insediò nella regione attorno al XVI-XVII secolo. Il centro più importante è stato quello di Kolín, oggigiorno città di 31.000 abitanti a circa 70km da Praga. Le notizie di un insediamento ebraico risalgono fra il 1330 e il 1340: i documenti dell'epoca riferiscono di una via chiamata "via ebraica". Testimoni della sua presenza sono, ancora visibili, le case in stile rinascimentale, barocco e neoclassico e la sinagoga costruita fra gli anni 1642 e 1696, ora restaurata e adibita a spazio per mostre ed eventi culturali. Altri resti ebraici sono sparsi su tutto il territorio della regione, soprattutto in forma di vecchi cimiteri, molti dei quali immersi nel verde e con lapidi ancora in un buono stato di conservazione. Affascinanti sono quelli di Zbraslavice, Mořina e Kovanice. Non mancano poi numerose sinagoghe, le più belle delle quali sono presenti a Časlav. Si tratta di edifici a un piano e con il soffitto a cassettoni, come Kolín, restaurata di recente, Kosová Hora e Rakovník. In buono stato di conservazione sono anche diversi edifici dei ghetti, come scuole e case private, molte delle quali affrescate con motivi tipici della cultura ebraica. Interessanti esempi di queste costruzioni si possono trovare a Rakovník, Mladá Boleslav o Mnichovo Hradište. Alcuni di questi paesi, inoltre, hanno dato i natali a personaggi famosi, come l'architetto František Zelenka e il poeta Jiři Orten, nati a Kutná Hora, e il poeta e giornalista Leopold Kompert, nato a Mnichovo Hradiště.
L'ebraismo nella Repubblica ceca fa parte di un panorama culturale variamente articolato, che spazia dalla letteratura e la musica all'architettura. È stato una presenza caratterizzante ma, allo stesso tempo, aperta a contaminazioni e interpretazioni da parte delle popolazioni ceche, in un costante travaso di conoscenze. La cultura ceca dei decenni a cavallo fra l'Ottocento e il Novecento e negli anni successivi è stata infatti segnata dalla convivenza fra Cechi, Tedeschi ed ebrei, che storicamente avvertivano il tedesco come la lingua più vicina alla loro formazione. La coesistenza dei tre gruppi dalle identità storicamente diverse ha creato le migliori condizioni per lo sviluppo della letteratura, della filosofia, della musica, dell'architettura di tutto il Paese. La reciproca influenza – interrotta dalla seconda guerra mondiale, lo sterminio degli ebrei e l'espatrio dei Tedeschi – ha creato le radici condivise di una cultura europea.

Karel Cudlín: Vita ebraica a Praga Esponente di spicco della fotografia contemporanea ceca, Karel Cudlín si diploma nel 1987 in fotografia all'Accademia di cinema e televisione FAMU di Praga e inizia a lavorare per alcune riviste del settore. Si specializza fin da subito nel rappresentare scene di vita quotidiana, soprattutto situazioni di degrado e di difficoltà. Tra i suoi lavori più apprezzati vi sono i reportage sulla comunità rom nel distretto di Zizkov, la vita nel carcere di Valdice, il ritiro delle truppe russe dalla Cecoslovacchia. Lavora come freelance intraprendendo innumerevoli viaggi in Ucraina, Mongolia, Moldavia, Romania, Stati Uniti, Israele e molti altri paesi, che documenta con fotografie uniche e di grande impatto. Diventa anche il fotografo personale di Vaclav Havel e vince sedici premi Czech Press Photo, uno tra i più autorevoli concorsi cechi di fotografia. Attualmente collabora con le riviste Respekt e Revolver Revue. Le fotografie in bianco e nero di Cudlín sono caratterizzate da una forte carica di realismo. Per l'artista il fotografo deve sempre cercare di non disturbare o interferire in alcun modo con il momento che si accinge ad immortalare. Eppure Cudlín cattura l'ineffabile, quel momento che inevitabilmente fugge e che lascia traccia di sé nelle sue immagini. La collezione di immagini esposta al Centro Culturale della Repubblica ceca di Milano raccoglie le fotografie dedicate alla vita ebraica praghese, seguita dalla macchina fotografica di Cudlín sin dagli inizi degli anni Novanta. Cudlín fotografa i giovani ragazzi a
scuola, i matrimoni, i luoghi storici e molto spesso i sopravissuti ai campi di concentramento, che oggi vivono a Praga a Casa Hagibor. Il suo lavoro documentario prosegue e aggiorna quello delle precedenti generazioni dei fotografi cechi, che hanno sempre seguito con attenzione gli avvenimenti che sono diventati Storia.
Václav Šedý MgA. Direttore Centro della Repubblica ceca Milano
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